Le competenze che un'esperienza all'estero ti insegna (anche se non sono scritte sul CV)

Agosto 25, 2026|Categoria: Podcast e interviste

di Chiara Raldiri

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Quando si pensa a un'esperienza all'estero, si parla spesso di lingua, certificazioni e risultati scolastici. Esiste però un patrimonio di competenze molto più difficile da misurare, che non compare in un attestato ma che continua a fare la differenza molto tempo dopo il rientro. Sono le cosiddette soft skills: capacità come adattabilità, autonomia, problem solving e comunicazione, che si costruiscono vivendo situazioni nuove e imparando ad affrontarle.

Nel nuovo episodio di Tea Time with Claudia, Claudia Randazzo, CEO & Founder di Trinity ViaggiStudio, affronta proprio questo tema insieme a Giulia, già HR Specialist di Trinity. Forte della sua esperienza nella selezione del personale, Giulia racconta cosa emerge davvero durante un colloquio e perché, spesso, un'esperienza all'estero racconta molto più di quanto possa fare un curriculum.

Guarda qui l'episodio completo:

Quando un'esperienza all'estero emerge già dal colloquio

Un anno scolastico all'estero o un soggiorno studio trovano quasi sempre spazio nel curriculum di uno studente. Ma, secondo Giulia, il loro valore non si esaurisce in una riga dedicata alle esperienze formative. È durante il colloquio che quell'esperienza inizia davvero a raccontare qualcosa della persona.

Più che il semplice racconto del viaggio, a colpire è il modo in cui il candidato affronta le domande, descrive le situazioni vissute e dimostra di sapersi adattare a un contesto nuovo.

"Si capisce sempre... quello che emerge è proprio il dimostrare di avere una marcia in più, sapersi adattare anche al colloquio e modulare le risposte nel modo giusto."

L'esperienza all'estero può emergere fin dai primi minuti oppure durante le domande più personali, quando si parla di cambiamenti, difficoltà e capacità di affrontare contesti sconosciuti. In ogni caso, racconta qualcosa che va oltre il percorso di studi: il modo in cui una persona ha imparato a mettersi in gioco.

La vera crescita nasce dalle difficoltà affrontate

Nel corso della conversazione emerge un aspetto che Giulia considera decisivo anche nella selezione del personale: non sono tanto i risultati raggiunti a fare la differenza, quanto il percorso che ha permesso di ottenerli.

Quando un candidato racconta le difficoltà incontrate durante un'esperienza all'estero e spiega come le ha affrontate, dimostra di aver trasformato quelle sfide in un'occasione di crescita.

"Aver affrontato le difficoltà nel modo giusto li ha fatti crescere ed è quello che ha fatto davvero la differenza."

Per raccontare questo concetto, Giulia ricorda uno studente che desiderava partire per un anno negli Stati Uniti pur avendo inizialmente un livello di inglese piuttosto basso. Dopo essere stato rifiutato da altre agenzie, Trinity ViaggiStudio ha scelto di accompagnarlo con un percorso di preparazione e di supportarlo durante tutto il soggiorno. La sua motivazione ha fatto la differenza.

"La motivazione era talmente forte che l'ha spinto fin dal primo giorno a buttarsi."

Al termine dell'esperienza, quel ragazzo è tornato con una padronanza della lingua completamente diversa, ma soprattutto con un atteggiamento che lo ha portato a candidarsi per lavorare proprio in Trinity. Pur non avendo ancora tutte le competenze tecniche richieste, le qualità sviluppate durante l'anno all'estero hanno convinto il team a scommettere su di lui.

Le competenze che restano anche dopo il rientro

Imparare una lingua rappresenta uno dei risultati più evidenti di un soggiorno all'estero, ma secondo Giulia è solo una parte di ciò che uno studente porta con sé.

"Conoscere la lingua durante questa esperienza all'estero è solo una conseguenza di tutta l'esperienza che c'è dietro."

Ciò che continua a emergere anche nel lavoro di tutti i giorni è la capacità di affrontare gli imprevisti, adattarsi ai cambiamenti, assumersi responsabilità e mantenere un atteggiamento positivo davanti alle difficoltà. Tra tutte le competenze trasversali, ce n'è una che Giulia ritiene particolarmente importante: l'adattabilità.

"Riuscire a modellarsi e adattarsi seguendo il contesto è la cosa migliore."

Per lei adattarsi significa comprendere il contesto in cui ci si trova, contribuire con il proprio punto di vista e imparare a collaborare con persone, ambienti e situazioni diverse.

Adattarsi significa vivere davvero l'esperienza

Durante la conversazione, Claudia Randazzo propone una riflessione interessante: esiste una differenza tra chi si adatta a un'esperienza e chi si limita semplicemente a "sopravvivere"?

Per Giulia la risposta è netta.

"Chi sopravvive conta i giorni... mentre chi si adatta vive l'esperienza serenamente."

Chi vive il soggiorno pensando continuamente al rientro rischia di osservare ciò che lo circonda da spettatore. Chi sceglie invece di immergersi nella quotidianità del Paese che lo ospita sviluppa un atteggiamento che continuerà ad accompagnarlo anche in futuro.

Lo stesso approccio, racconta Giulia, si ritrova spesso anche nel mondo del lavoro.

"C'è chi conta i minuti per arrivare alla fine della giornata e chi invece si mette in gioco e dà del proprio meglio."

È questa disponibilità ad affrontare il cambiamento con curiosità e spirito di iniziativa che rende un'esperienza all'estero una palestra di crescita personale, ben oltre il periodo trascorso fuori casa.

Un tassello che continua a fare la differenza

Nelle battute finali dell'episodio, Claudia Randazzo chiede se un soggiorno studio o un anno scolastico all'estero possano preparare, da soli, al mondo del lavoro.

Giulia invita a guardare queste esperienze nella giusta prospettiva.

"È un tassello... una piccola parte di tutte le esperienze che un ragazzo può fare nel corso della propria vita."

Ogni esperienza contribuisce infatti a costruire competenze diverse, ma vivere per un periodo lontano dalla propria quotidianità offre occasioni di crescita difficili da replicare altrove.

Per questo il consiglio che rivolge ai ragazzi è semplice e diretto.

"Buttarsi sempre... di non avere freni, di non avere blocchi."

Per Trinity ViaggiStudio, è proprio questo uno dei valori più importanti di un'esperienza all'estero: sviluppare competenze che accompagnano studenti e studentesse nelle scelte future, nelle relazioni e nel lavoro. Perché alcune delle qualità più preziose non si imparano sui libri e non si certificano con un attestato: si costruiscono vivendo esperienze capaci di lasciare il segno. Se anche tu vuoi partire per un viaggio studio o per un anno scolastico all’estero, contattaci: il nostro team ti presenterà destinazioni e programmi, trovando insieme l’esperienza perfetta per te!

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