Agosto 24, 2026|Categoria: Podcast e interviste
Una stessa destinazione, lo stesso periodo, lo stesso gruppo. Eppure, ogni viaggio lascia ricordi e insegnamenti diversi a chi lo vive. Nel secondo episodio di Tea Time with Claudia, Claudia Randazzo, CEO & Founder di Trinity ViaggiStudio, mette a confronto due punti di vista sulla stessa esperienza: quello di Gaia, studentessa, e quello di Maria, group leader che l'ha accompagnata durante il soggiorno studio a New York. Ne nasce una conversazione autentica che racconta come, dietro uno stesso viaggio, convivano emozioni e ricordi profondamente diversi.
Di seguito l'episodio completo:
La prima domanda rivolta alle ospiti riguarda l'immagine che è rimasta più impressa nella loro memoria.
Per Gaia coincide con un momento preciso: il superamento dei controlli in aeroporto. Un momento che segna simbolicamente il primo passo verso l'autonomia.
"Mi sono resa conto che non c'era intorno a me la mia famiglia. Ero io che per la prima volta nella mia vita decidevo quella che era la mia rotta."
Per Maria, invece, il ricordo si divide tra due immagini. La prima è il tramonto davanti alla Statua della Libertà, osservato insieme agli studenti durante il tragitto verso Staten Island. La seconda è molto più semplice: il gruppo che ogni mattina attraversa il campus di Fordham per raggiungere la mensa, pronto a iniziare una nuova giornata.
Fin dai primi ricordi emerge il filo conduttore della conversazione: uno stesso viaggio può essere vissuto in modo molto diverso. Per uno studente rappresenta spesso il primo passo verso l'autonomia, mentre per un group leader è l'inizio di un percorso fatto di responsabilità, organizzazione e attenzione verso il gruppo. Due prospettive che si intrecciano lungo la stessa esperienza e che permettono di coglierne il valore da punti di vista diversi.
Anche il primo giorno viene vissuto in modo diverso. Gaia lo descrive come un susseguirsi di emozioni, tra entusiasmo e incertezza.
"Sembrava avessi come la borsa di Mary Poppins e ogni cinque minuti sceglievo di tirar fuori un'emozione diversa."
Alla felicità di trovarsi a New York si affiancava la preoccupazione di dover costruire nuove amicizie, essendo partita da sola. Quella che inizialmente sembrava una sfida si è trasformata presto in uno degli aspetti più belli dell'esperienza.
Per Maria, invece, il primo giorno è sempre accompagnato da un forte senso di responsabilità.
"Hai la percezione netta che stai cominciando qualcosa che sarà importante per loro ma anche per te."
Accanto all'organizzazione e all'attenzione per ogni dettaglio, resta però un entusiasmo che, come racconta sorridendo, non è mai venuto meno.
Tra i ricordi più belli di Gaia ci sono soprattutto le persone incontrate durante il soggiorno. Arrivando a New York si aspettava una realtà frenetica, in cui ognuno pensasse soprattutto a sé stesso. Invece ha trovato uno staff accogliente e disponibile, capace di farla sentire subito a proprio agio.
Anche il tempo libero ha avuto un ruolo importante. Le ha permesso di vivere New York quasi come una vera newyorkese, scegliendo insieme ai nuovi amici dove andare, cosa visitare e come trascorrere le giornate.
"Non ho mai avuto la sensazione di non avere i miei spazi."
È proprio questo equilibrio tra momenti organizzati e autonomia che, secondo Gaia, ha reso il soggiorno ancora più significativo.
Se gli studenti vivono il viaggio attraverso lezioni, attività ed escursioni, per un group leader c'è anche tutto quello che accade dietro le quinte. Maria racconta che gran parte del lavoro consiste nell'organizzare le giornate, confrontarsi con lo staff locale e gestire gli imprevisti che possono presentarsi.
Ma c'è anche un altro aspetto, spesso meno visibile: il confronto con docenti provenienti da altri Paesi che diventa, anche per i prof group leader, parte dell’esperienza, occasione di crescita e condivisione professionale.
Quando si parla della gestione del gruppo, però, Maria individua un elemento ancora più importante: costruire fin dall'inizio un rapporto con i ragazzi.
"Credo che la cosa importante sia cercare di avvicinare questi ragazzi fin da subito, cercare di conoscerli in qualche modo e di stabilire un rapporto."
Secondo la sua esperienza, quando il gruppo si sente unito e coinvolto, sono gli stessi ragazzi ad aiutarsi e a far rispettare le regole. Una prospettiva confermata da Gaia, che pur non conoscendo Maria prima della partenza, racconta di aver scoperto una persona disponibile e presente.
"Le regole che ci imponeva non sono mai state troppo strette."
Nelle battute finali dell'episodio, Gaia e Maria riassumono il significato del loro viaggio con due immagini diverse, ma complementari.
Per Gaia significa tornare a casa con una valigia più pesante.
"Ho fatto acquisti per tutta la famiglia, però soprattutto per tutte le esperienze che avevo vissuto, tutti i posti che avevo visitato, che sicuramente mi rimarranno dentro per sempre."
Per Maria, invece, il viaggio si può riassumere in una frase:
"Conoscere il mondo, crescere insieme, un viaggio alla volta."
Uno stesso viaggio può essere ricordato in modi diversi, ma lascia sempre qualcosa a chi lo vive. Per uno studente è l'occasione di mettersi alla prova, costruire nuove amicizie e scoprire la propria autonomia. Per chi accompagna il gruppo è un'esperienza fatta di responsabilità, attenzione e crescita condivisa. È proprio dall'incontro di questi due punti di vista che emerge il valore più autentico di un soggiorno studio.
Se anche tu stai pensando a un soggiorno studio all'estero o vuoi capire quale esperienza possa essere più adatta a te o a tuo figlio, contattaci: il team di Trinity ViaggiStudio sarà felice di aiutarti a trovare il percorso più adatto, accompagnandoti in ogni fase della partenza.
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