Agosto 17, 2026|Categoria: Podcast e interviste
Quando si pensa a un anno scolastico all’estero, spesso si immaginano le amicizie, le nuove esperienze e tutto ciò che accade durante il soggiorno. Molto meno si parla di quello che succede prima della partenza: l’attesa, le emozioni, le aspettative e le domande che accompagnano studenti e famiglie.
Nel primo episodio di “Tea Time with Claudia”, Claudia Randazzo, CEO & Founder di Trinity ViaggiStudio, incontra Luca e sua mamma Daniela per raccontare proprio questo momento: quello che precede un’esperienza destinata a lasciare il segno.
Di seguito l’episodio completo:
Per Daniela, mamma di Luca, i giorni prima della partenza sono stati un vero e proprio concentrato di emozioni.
“I giorni prima della partenza sono un tumulto di emozioni.”
Da una parte c’è la consapevolezza del valore di un’esperienza che può arricchire profondamente un ragazzo. Dall’altra, la realtà di un figlio che sta per partire per un anno intero.
Daniela racconta di aver già vissuto una situazione simile con il fratello di Luca, ma di aver provato comunque le stesse sensazioni: entusiasmo, orgoglio e qualche inevitabile preoccupazione.
Tra i pensieri rimasti più a lungo nella sua mente c’era anche la scelta della destinazione. Luca aveva deciso di partire per il Sudafrica, una meta che spesso suscita domande e timori.
“Il Sudafrica è una meta particolare perché poi lo dici alle persone e tutti ti dicono: ma sei pazza?”
Una reazione che molti genitori conoscono bene quando i propri figli scelgono percorsi meno convenzionali e si confrontano con realtà lontane da quelle più familiari.
Se per i genitori il conto alla rovescia può essere accompagnato dall’ansia, per Luca quei giorni avevano soprattutto il sapore dell’entusiasmo.
“Ero abbastanza un vulcano.”
Tra amici da salutare, attività da fare e ultimi momenti da condividere, il tempo sembrava improvvisamente non bastare mai. Dietro l’entusiasmo, però, c’erano anche alcune preoccupazioni. Non tanto il viaggio in sé, quanto l’idea di arrivare in un contesto completamente nuovo e dover costruire relazioni da zero.
“L’ansia principale era quella di trovarmi in un posto dove non mi sarei potuto esprimere come volevo.”
Una sensazione che accomuna molti ragazzi prima della partenza e che spesso coincide con il primo vero confronto con la propria zona di comfort.
Come accade spesso, molte delle paure immaginate prima della partenza si sono rivelate diverse dalla realtà. Luca racconta di aver scoperto una difficoltà che non aveva previsto: comprendere davvero l’inglese parlato nella vita quotidiana.
“Le persone parlavano velocissime e io riuscivo ad esprimermi ma non riuscivo a capire.”
Dopo i primi giorni, però, tutto ha iniziato a prendere forma. La famiglia ospitante, la scuola, gli altri studenti e la curiosità verso ciò che lo circondava hanno reso più semplice l’inserimento. Il Sudafrica è diventato così molto presto parte della nuova quotidianità fatta di scuola, sport, amicizie e nuove abitudini.
Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla conversazione riguarda il punto di vista dei genitori durante l’esperienza. Daniela racconta come, dopo la partenza, sia stato necessario fare un passo indietro e lasciare spazio all’autonomia del figlio.
“Ti rendi conto di non essere più la mamma presente.”
La quotidianità viene vissuta altrove, all’interno di una nuova famiglia e di nuove relazioni. Il ruolo del genitore cambia e si trasforma.
“Alla fine ti fidi.”
Una frase semplice che racchiude uno degli insegnamenti più importanti di queste esperienze: imparare a lasciare andare senza smettere di esserci.
Guardando al proprio anno in Sudafrica, Luca individua un cambiamento preciso: il modo di relazionarsi con le persone. L’incontro con culture, storie e punti di vista diversi gli ha permesso di sviluppare una maggiore sensibilità verso chi lo circonda.
“Mi ha dato empatia secondo me, la capacità di relazionarmi con le persone.”
Un cambiamento che è stato notato anche dalla sua famiglia. Daniela racconta di aver ritrovato un figlio più attento agli altri, più consapevole e capace di apprezzare cose che prima potevano sembrare scontate.
“Mi sembra un’altra cosa che tu abbia interiorizzato: il valore delle cose che abbiamo.”
Un percorso di crescita che, come emerge dalla conversazione, va ben oltre la lingua o i risultati scolastici.
Nella parte finale della chiacchierata di Daniela e Luca con Claudia emergono due messaggi molto chiari.
Il primo è rivolto ai genitori: “Il consiglio secondo me a questo punto è di fidarsi.”
Secondo Daniela, se un ragazzo arriva a chiedere un’esperienza di questo tipo significa spesso che ha già maturato il desiderio di mettersi alla prova e di conquistare maggiore autonomia.
Il secondo consiglio arriva invece da Luca ed è rivolto ai suoi coetanei. “Bisogna parlare [...] interagite senza timidezza con più persone possibili.”
Perché sono proprio le persone incontrate lungo il percorso, le storie ascoltate e le relazioni costruite a rendere un’esperienza all’estero davvero trasformativa.
Ogni esperienza all’estero inizia molto prima della partenza. Inizia quando uno studente decide di mettersi alla prova e quando una famiglia sceglie di accompagnarlo in questo percorso. Tra entusiasmo, dubbi e nuove scoperte, il viaggio diventa un’opportunità per crescere insieme, anche a migliaia di chilometri di distanza. E se anche tu vuoi partire come Luca o cerchi strumenti e rassicurazioni, non esitare a contattarci: noi di Trinity ViaggiStudio ti presenteremo programmi e opportunità per partire all’estero in serenità!
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