Febbraio 1, 2026|Categoria: Curiosità
Negli ultimi anni il Giappone ha conquistato sempre più spazio nell’immaginario europeo, trasformandosi da meta lontana e misteriosa a destinazione amatissima da viaggiatori di ogni età. Ma non è solo il turismo ad attirare l’attenzione: serie TV, anime, film e tendenze social hanno fatto conoscere e amare aspetti della cultura giapponese che, fino a poco tempo fa, sembravano riservati a pochi appassionati. Oggi, grazie anche al successo globale di piattaforme come TikTok e Netflix, è facile imbattersi in video che mostrano la vita quotidiana degli studenti giapponesi, le strade perfettamente ordinate di Tokyo o l’eleganza dei gesti nella cultura locale.
Questa crescente familiarità con il Giappone ha acceso la curiosità anche tra gli studenti e le studentesse delle scuole superiori, sempre più interessati a vivere un’esperienza di studio in un Paese che unisce tradizione millenaria e innovazione tecnologica. Se anche tu sogni di scoprire il Giappone da vicino, ecco alcune curiosità che ti aiuteranno a capire meglio il fascino unico di questa destinazione, partendo proprio da ciò che, forse, hai già notato guardando il tuo anime preferito.
Il Giappone affascina proprio per i suoi contrasti: una società modernissima che convive con rituali antichi, tecnologie avanzate accanto a templi millenari, e una quotidianità fatta di regole tanto precise quanto affascinanti. Vivere in una città come Tokyo, Kyoto o Osaka significa immergersi in una cultura che ha ritmi, abitudini e codici molto diversi da quelli europei e proprio per questo stimolanti da scoprire.
Chi sceglie di fare l’anno all’estero in Giappone avrà l’occasione unica di conoscere da vicino la vita degli studenti locali, partecipare ai club scolastici del pomeriggio, condividere i pasti con la famiglia ospitante, spostarsi in metropolitana con puntualità svizzera e adattarsi a uno stile di vita ordinato ma ricco di sfumature. Per prepararti al meglio, abbiamo raccolto alcune curiosità che raccontano aspetti insoliti, spesso sorprendenti, della vita quotidiana giapponese e che ti aiuteranno a integrarti al tuo arrivo.
Partiamo dalle basi. Come già saprai, in Giappone ci si toglie le scarpe per entrare in casa: un gesto che abbiamo visto centinaia di volte anche nei film, negli anime e nei manga. Le calzature sono sostituite da pantofole o uwabaki (un tipo di scarpa con la suola in gomma). La regola è valida non solo nella propria abitazione, anche in quella altrui, così come in molti luoghi pubblici: uno di questi è la scuola. Ogni studente, all’entrata, ha il suo armadietto in cui ripone il paio di uwabaki che calzerà all’interno dell’edificio.
Restando tra le curiosità a tema scolastico, non possiamo non citare i club. Infatti, se hai mai guardato un anime ambientato in una scuola giapponese, sai che i club del doposcuola non sono solo un riempitivo narrativo: fanno parte della vita quotidiana degli studenti. Ce n’è per tutti i gusti: dal club di letteratura a quello di kendo, dal teatro al club di cucina. Parteciparvi è quasi obbligatorio! Queste attività aiutano a rafforzare lo spirito di gruppo e a scoprire passioni nuove. E sì, potresti davvero finire in un club di calligrafia come succede nei manga.
Il cibo è una delle meraviglie giapponesi. E il sushi è solo la punta dell’iceberg, perché le preparazioni di questa cucina sono davvero tantissime e gustose. Ristoranti, caffè e grandi catene internazionali si trovano a ogni angolo della strada. In una città italiana è normale passeggiare mangiando un trancio di pizza, un gelato, o bevendo una bibita da asporto. In Giappone, invece, è considerato irrispettoso: i giapponesi non amano consumare cibo o bevande in strada, e non amano che lo facciano turisti e visitatori. Rispetto al passato, però, c’è molta più apertura, tuttavia per molte persone mangiare mentre si cammina in strada resta un comportamento poco fine.
Il pranzo al sacco in Giappone si chiama bento ed è tutto fuorché banale. Molti studenti portano da casa una scatola curata nei minimi dettagli, con riso, carne o pesce, verdure e decorazioni kawaii. Esistono vere e proprie competizioni tra genitori (soprattutto mamme) per preparare il bento più bello e creativo. Alcuni sono ispirati ai personaggi degli anime o agli animali, con dettagli miniaturizzati da far impallidire qualsiasi food blogger.
Cat café, maid café, caffetterie a tema anime o horror: in Giappone il concetto di “bar” si è trasformato in un’esperienza immersiva e divertente. Nei maid café, per esempio, le cameriere vestite da domestiche ottocentesche ti accolgono con formule di cortesia da manga. Nei cat café, invece, si può bere un tè caldo mentre si accarezzano mici sonnolenti. Un mix perfetto tra cultura pop, bisogno di relax e intrattenimento.
I giapponesi hanno molto a cuore la pulizia delle città e di qualunque spazio comune: è molto difficile che a terra, per strada, ci siano delle cartacce o mozziconi di sigarette. Quasi impossibile, per lo meno durante il giorno. Eppure, altrettanto difficile è trovare dei cestini per i rifiuti. Il motivo è legato a un evento tragico avvenuto a metà degli anni Novanta: i cestini, infatti, furono utilizzati per degli attentati terroristici con il gas nervino. Da allora, il Governo limitò la diffusione dei contenitori per immondizia e oggi è davvero raro vederne: i giapponesi sono abituati a portare con sé un sacchetto per piccoli rifiuti quotidiani (come fazzoletti o incarti), che gettano a casa.
Un dettaglio che lascia sempre sorpresi chi visita il Giappone per la prima volta: i WC. Non solo sono pulitissimi, ma dotati di comandi elettronici che regolano temperatura della tavoletta, getto d’acqua, musica e profumo. Alcuni modelli riproducono suoni per coprire rumori imbarazzanti e i più avanzati possono persino darti il benvenuto con una voce sintetica. Un piccolo simbolo di come la tecnologia sia integrata anche nei gesti più quotidiani.
Il sumō è lo sport nazionale e il Giappone è l’unico Paese in cui lo si pratica a livello agonistico. Anche le arti marziali come il karate e il jūdō sono estremamente diffuse. Poi arriva un insospettabile, o quasi: il baseball. Da quando gli americani lo hanno esportato, nella seconda metà dell’Ottocento, il baseball è cresciuto al punto che in Giappone ci sono due leghe di professionisti ed è praticato nelle scuole e nelle università.
Chi ha un po’ di dimestichezza con serie ambientate in città giapponesi avrà notato l’esistenza dei cosiddetti love hotel. Sono alberghi usati dalle coppie per avere un po’ di privacy, vista la convivenza spesso forzata con la famiglia anche in età adulta. Si riconoscono per le insegne appariscenti e l’assenza di contatto diretto alla reception: tutto avviene in modo riservato tramite schermi. Un aspetto curioso e poco noto, che dice molto sulle dinamiche sociali giapponesi.
I giapponesi festeggiano il Natale, ma questa ricorrenza non è associata a significati religiosi, dal momento che le persone di religione cristiana sono solo il 2% della popolazione. Il 25 dicembre non è una festa nazionale, ma le città si riempiono di luci e decorazioni: l’influsso delle grandi insegne statunitensi è forte, e molto dell’immaginario collettivo natalizio è legato alle campagne pubblicitarie di colossi come la KFC (Kentucky Fried Chicken). La sera del 24 dicembre è considerata un’occasione da celebrare per le coppie e gli innamorati: si cena fuori e ci si scambia regali.
Ogni Paese ha un suo modo di intendere la scuola, e il Giappone non fa eccezione. Se nelle High School americane gli studenti possono scegliere alcune materie da inserire nel proprio piano di studi, in Giappone l’organizzazione è più rigorosa, ma allo stesso tempo ricca di elementi curiosi e diversi rispetto al resto del mondo.
Una delle particolarità più evidenti del sistema scolastico giapponese è il calendario: l’anno inizia ad aprile e termina a marzo dell’anno successivo. In genere è suddiviso in tre semestri ( aprile-agosto, settembre-dicembre e gennaio-marzo) intervallati da una pausa estiva, una invernale e una primaverile.
Le lezioni si tengono dal lunedì al venerdì, ma la giornata scolastica non si esaurisce con il suono dell’ultima campanella. A fine mattinata, studenti e insegnanti puliscono insieme aule e corridoi, una pratica che riflette il forte senso di rispetto per gli spazi comuni di cui abbiamo parlato. Solo dopo iniziano le attività dei club, che fanno parte integrante della vita scolastica: ogni studente è incoraggiato a iscriversi a uno o più gruppi, che spaziano dalla calligrafia al teatro, dal nuoto all’atletica, dalla pittura ai videogiochi.
Partire per un anno all’estero in Giappone vuol dire rapportarsi con una cultura e una società che, in alcuni casi, possono apparire agli antipodi rispetto alle nostre. Una sfida, di certo, che richiederà intraprendenza, flessibilità, spirito di adattamento, ma che saprà ripagarti ampiamente. Se il tuo sogno è conoscere il Giappone e da vicino, questa esperienza fa per te! È la scelta giusta anche nel caso in cui stessi valutando di frequentare un’università giapponese: non solo migliorerai la tua conoscenza linguistica, ma avrai modo di sperimentare cosa vuol dire vivere in Giappone. Apertura mentale, sensibilità interculturale e consapevolezza globale sono alcune skill che porterai a casa al rientro, insieme a una serie infinita di emozioni date dalle relazioni umane, dalla scoperta di una natura lussureggiante, e dall’aver acquisito maggiore maturità. Senza dimenticare che studiare all’estero migliorerà le tue competenze linguistiche in modo autentico. Se vuoi conoscere tutte le opportunità per studiare all’estero, in vista di una partenza, o se hai già le idee chiare ma vorresti saperne di più sul soggiorno, prenota un colloquio conoscitivo. Ti aspettiamo!
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