Febbraio 12, 2026|Categoria: Curiosità
Negli ultimi anni, gli strumenti di Intelligenza Artificiale hanno smesso di appartenere a una nicchia di esperti e sono diventati parte della nostra quotidianità. Basta pensare a quanto siano ormai diffusi ChatGPT o gli assistenti vocali basati su AI. Questa rivoluzione ha toccato anche il mondo dell’educazione, dando vita a nuovi strumenti per imparare le lingue, sempre più personalizzati, interattivi e persino capaci di parlare con noi.
Ma è davvero possibile imparare l’inglese con ChatGPT e con l’Intelligenza Artificiale? La risposta non è così scontata, ma una cosa è certa: oggi esistono tante strategie e strumenti che puoi iniziare a usare subito per migliorare il tuo inglese, in autonomia o come supporto ai metodi tradizionali
Con il termine Intelligenza Artificiale (AI) si intende la capacità delle macchine di imitare alcune funzioni tipiche dell’intelligenza umana, come ragionare, apprendere, comprendere il linguaggio o risolvere problemi. In ambito educativo, questo si traduce nella possibilità di creare strumenti digitali in grado di supportare l’apprendimento in modo personalizzato e interattivo.
Esistono diverse forme di AI, ma quelle più rilevanti per chi vuole imparare una lingua sono le cosiddette AI generative e conversazionali. Le prime sono in grado di creare contenuti nuovi (come testi o immagini) a partire da un input dell’utente, mentre le seconde simulano una vera conversazione, rispondendo a domande o svolgendo esercizi insieme a chi le utilizza.
Oggi esistono molte piattaforme basate su AI accessibili a tutti, anche gratuitamente. Alcuni esempi?
Se vuoi iniziare a usare questi strumenti per imparare o migliorare il tuo inglese, il consiglio è di partire in modo graduale: esplora le funzioni base, fai qualche prova, e impara a scrivere comandi chiari e specifici (i cosiddetti prompt). L’AI è un’ottima alleata, ma dà il meglio di sé quando l’utente è attivo e consapevole di come usarla.
Quando parliamo dell’applicazione dell’Intelligenza Artificiale al mondo dell’educazione, il primo nome che viene in mente è spesso ChatGPT, il noto assistente virtuale sviluppato da OpenAI. Disponibile in versione gratuita e a pagamento, ChatGPT permette di inserire comandi specifici, chiamati prompt, e ottenere risposte su tantissimi argomenti: testi scritti, traduzioni, riassunti, spiegazioni grammaticali, ma anche immagini (con la versione Pro) o suggerimenti creativi.
La forza di questi strumenti sta nella loro accessibilità e flessibilità: oggi non serve essere esperti per utilizzarli, e molti insegnanti stanno già sperimentando soluzioni innovative basate sull’AI. Per esempio, si possono creare simulazioni di lezioni, esercitazioni personalizzate o spunti per attività didattiche più coinvolgenti.
Un elemento interessante riguarda il modo in cui l’AI può stimolare la partecipazione degli studenti. In molte classi, infatti, è difficile rompere il ghiaccio e spingere i ragazzi a fare domande o esprimere dubbi. Alcuni insegnanti stanno usando ChatGPT e strumenti simili per mostrare che anche il modo di porre una domanda può essere allenato, incoraggiando così la curiosità e l’interazione.
Oltre a ChatGPT, si stanno diffondendo altri strumenti come Claude (sviluppato da Anthropic), Gemini (l’assistente AI di Google), o Pi.ai, un’interfaccia che consente vere conversazioni vocali con l’intelligenza artificiale. Questi strumenti, oltre alla classica interazione testuale, offrono modalità vocali che possono essere utilissime per chi studia le lingue: simulano dialoghi, ascoltano la tua pronuncia e ti aiutano a correggerla in tempo reale.
Naturalmente, l’AI non è pensata per sostituire l’insegnante: il suo ruolo è quello di supportare, arricchire e rendere più dinamico il processo educativo. Iniziare a sperimentare queste tecnologie in modo critico e consapevole può aprire la strada a nuove modalità di apprendimento, più vicine alle abitudini e alle esigenze delle nuove generazioni.
La diffusione dell’Intelligenza Artificiale ha portato alla nascita di tantissimi strumenti progettati per facilitare l’apprendimento delle lingue, in particolare dell’inglese. Oggi esistono app e piattaforme AI che si adattano al livello dell’utente, correggono la pronuncia, propongono esercizi personalizzati e simulano vere conversazioni.
Ecco alcuni esempi tra i più efficaci e accessibili:
Non si tratta di una vera e propria conversazione, naturalmente, ma di un supporto per imparare l’esatta pronuncia oppure per distinguere a colpo sicuro alcune parole tra l’inglese britannico e quello americano.
Infine, il più classico degli strumenti che tutti abbiamo utilizzato, prima o dopo, ovvero le applicazioni di traduzioni intelligenti. Se prima si limitavano a tradurre la singola parola, adesso grazie all’AI possono fornire traduzioni più accurate e più vicine al contesto. Certo, non sono uno strumento adeguato per tradurre compiutamente un testo, ma possono essere utili per imparare nuovi vocaboli e farsi un’idea di una frase.
Chi, invece, già utilizza ChatGPT può provare a seguire alcuni consigli per migliorare la grammatica, la pronuncia, l’ascolto oppure il vocabolario. Come? Vediamolo insieme.
Puoi chiedere a Chat GPT, per esempio, di correggere una frase e poi di spiegarti i tuoi errori, oppure di chiarire la differenza tra due modi di dire. Se il tuo dubbio sono gli acronimi, puoi chiedergli di chiarire come funzionano o quali sono gli ambiti di utilizzo. Puoi allenarti anche scrivendo i tuoi prompt in inglese e, quindi, anziché sfruttare la tua madrelingua, testare e approfondire le capacità di comprensione dell’inglese. Infine, puoi chiedere a ChatGPT modi diversi di dire la stessa frase, scoprire sinonimi e imparare lo slang e i modi di dire americani, piccoli stratagemmi che ti aiuteranno a capire i tuoi coetanei più facilmente.
Per aiutarti a iniziare, ecco qualche esempio pratico di prompt utili per allenarti con ChatGPT:
“Fammi un test di 5 domande a scelta multipla per verificare il mio livello B1 di inglese.”
Questi comandi sono solo un punto di partenza. L’interazione regolare con ChatGPT, soprattutto se condotta in lingua inglese, ti aiuterà a prendere confidenza con la grammatica, arricchire il vocabolario e migliorare anche la comprensione scritta e orale. Se usi l’app mobile, puoi anche attivare la modalità vocale, utile per fare pratica con l’ascolto e la pronuncia.
L’Intelligenza Artificiale può essere un prezioso alleato per imparare l’inglese o migliorarlo, lavorando sui tuoi punti deboli. Ma è di per sé un’alternativa a un corso di lingua oppure a un viaggio studio? Assolutamente no.
Gli strumenti di AI sono degli assistenti intelligenti: aiutano a colmare alcune lacune, a ottenere velocemente dei feedback oppure a chiarire dubbi specifici. Sono utili per esercitarsi in autonomia, scoprire nuovi vocaboli, migliorare la pronuncia e mantenere un’esposizione costante alla lingua. Tuttavia, imparare l’inglese a 360°, utilizzarlo bene e parlarlo fluentemente richiede un lavoro approfondito e seguito da un docente qualificato, che sappia adattare l’insegnamento alle esigenze dello studente e proporre stimoli adeguati. In altre parole, l’AI può integrare, ma non può sostituire l’interazione umana, la pratica reale della lingua e l’aspetto emotivo e culturale dell’apprendimento.
Una soluzione ideale per chi vuole fare un salto di qualità, magari dopo aver sperimentato le potenzialità dell’AI, è quella di iscriversi a un corso di inglese all’estero. In questo caso, il vantaggio è doppio: da un lato si impara con un‘insegnante madrelingua in un contesto strutturato, dall’altro si ha la possibilità di applicare subito ciò che si impara nella vita quotidiana, con conversazioni autentiche, nuove situazioni e stimoli reali. Di fatto, è un’attività divertente e istruttiva che si combina perfettamente con lo studio individuale e con l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale.
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