Le lingue straniere più richieste dalle aziende

Marzo 11, 2026|Categoria: Guide di viaggio

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Le lingue più richieste dalle aziende (oltre all’inglese)

Conoscere l’inglese oggi è fondamentale, ma spesso non basta più. In un mondo del lavoro sempre più globale, parlare una seconda o terza lingua straniera può fare la differenza, soprattutto per i giovani che si preparano ad affrontare un percorso universitario o professionale all’estero.

Le competenze linguistiche nel lavoro sono tra le skill trasversali più apprezzate dalle aziende: ciò perché sono preziose per comunicare con clienti o partner internazionali, e per affrontare nuove situazioni con flessibilità e apertura mentale. Se ti stai chiedendo quali sono le lingue più richieste dalle aziende, la risposta non è una sola: dipende dal settore, dai Paesi con cui si collabora e dalle prospettive future.

In questo articolo vedremo quali sono oggi le più strategiche, perché vengono richieste dalle imprese e in che modo possono ampliare le opportunità di studio e carriera, anche grazie a esperienze formative all’estero.

Perché conoscere più lingue è un vantaggio nel mondo del lavoro

Nel mondo del lavoro contemporaneo, conoscere una sola lingua straniera, di solito l’inglese, non è più un elemento distintivo. L’insegnamento e l’apprendimento della lingua inglese si sono ampiamente diffusi e, sebbene non con risultati omogenei, è ormai frequente che i giovani conoscano e sappiano utilizzare questa lingua. Al contrario, la conoscenza di due o più lingue rappresenta una competenza sempre più apprezzata dalle aziende, soprattutto in settori come il turismo, il commercio internazionale, la tecnologia e la cooperazione culturale.

Un’indagine sul fabbisogno linguistico nel mercato del lavoro, condotta per la Commissione Europea, molte imprese europee dichiarano di avere difficoltà a trovare candidati con competenze linguistiche adeguate per i ruoli internazionali. In particolare, il multilinguismo è percepito come un valore aggiunto, capace di facilitare il lavoro in team multiculturali e migliorare le relazioni con partner esteri.

Anche in Italia cresce l’interesse per i profili che uniscono competenze tecniche e linguistiche. Uno studio condotto da AlmaLaurea mostra che i laureati con ottima conoscenza di almeno due lingue straniere hanno tassi di occupazione più alti e migliori condizioni contrattuali nei primi anni post-laurea.

Per gli studenti delle superiori, iniziare fin da giovani a imparare una seconda lingua non solo arricchisce il curriculum, ma apre nuove possibilità di crescita personale e professionale. Un’esperienza all’estero può fare la differenza, sia in termini di apprendimento linguistico che di sviluppo di soft skills come autonomia, adattabilità e capacità comunicativa.

Lingue europee richieste dalle aziende

Oltre all’inglese, diverse lingue europee continuano a essere molto richieste nel mondo del lavoro, soprattutto nei settori in cui l’Italia e l’Europa intrattengono rapporti commerciali stabili e intensi. Impararle può rappresentare un investimento concreto per il futuro. Ma quali sono quelle più richieste e come scegliere quella giusta da cui partire?

Tedesco

Il tedesco è una delle lingue più strategiche a livello europeo. La Germania è il primo partner commerciale dell’Italia e una delle principali economie manifatturiere al mondo. Conoscere il tedesco è un vantaggio competitivo in settori come:

  • ingegneria e meccanica;
  • logistica e supply chain;
  • turismo e accoglienza;
  • finanza e consulenza.

Le imprese tedesche cercano spesso personale multilingue per gestire rapporti internazionali, soprattutto con clienti e fornitori italiani.

Francese

Lingua ufficiale in 29 Paesi del mondo, il francese è molto utilizzato in ambito diplomatico, culturale e commerciale. In Europa, è parlato in Francia, Belgio, Svizzera e Lussemburgo: tutti Paesi con forte interscambio economico con l’Italia. Imparare il francese è particolarmente utile se vuoi lavorare in aziende che operano in settori come:

  • moda e design;
  • industria alimentare;
  • comunicazione e media;
  • organizzazioni internazionali.

Spagnolo

Imparare lo spagnolo è sempre più strategico, proprio perché ormai è una lingua parlata da oltre 500 milioni di persone ed la seconda lingua più parlata al mondo. Non soltanto, la sua influenza è in forte crescita anche nel mercato USA e, pur essendo, meno richiesta in ambito tecnico, è molto apprezzato nei settori legati a:

  • turismo;
  • cooperazione internazionale;
  • customer service multilingua;
  • commercio con l’America Latina.

Lingue extra-europee più richieste dalle aziende

Oltre alle lingue europee, ci sono alcune lingue extraeuropee sempre più richieste nel mondo del lavoro. Queste lingue riflettono i cambiamenti negli equilibri economici globali e le nuove esigenze delle aziende che operano in contesti internazionali, in particolare nei settori tecnologici, logistici e commerciali.

Cinese mandarino

La Cina è uno dei principali attori dell’economia globale. Parlato da oltre un miliardo di persone, il cinese mandarino è una delle lingue più utili per chi vuole lavorare in ambiti come:

  • commercio internazionale e export;
  • relazioni economiche Asia-Europa;
  • tecnologia e innovazione;
  • traduzione e interpretariato.

Pur essendo una lingua complessa, la sua conoscenza, anche solo a livello intermedio, è un elemento distintivo sul CV, soprattutto se accompagnata da viaggi studio in Cina.

Arabo

L’arabo è la lingua ufficiale in oltre 20 Paesi e parlato da più di 400 milioni di persone. Secondo il British Council, l’arabo è tra le lingue prioritarie per le relazioni strategiche del Regno Unito, dato che si riflette anche nel contesto europeo. È richiesto in settori in cui i rapporti con il Nord Africa e il Medio Oriente sono forti:

  • diplomazia e cooperazione internazionale;
  • energia e risorse naturali;
  • commercio, logistica e trasporti;
  • ONG e progetti di sviluppo.

Giapponese

Il Giappone è la terza economia mondiale e un punto di riferimento globale in settori come tecnologia, robotica, design, elettronica e automotive. Parlare giapponese, anche a livello intermedio, è un vantaggio distintivo per chi desidera lavorare in contesti internazionali legati a:

  • innovazione tecnologica;
  • ingegneria e produzione industriale;
  • relazioni commerciali Asia-Europa;
  • turismo e ospitalità di alta gamma.

Pur essendo una lingua complessa, dimostrare di averla studiata, anche attraverso un anno scolastico all’estero in Giappone, come quello proposto da Trinity ViaggiStudio, indica grande determinazione, apertura mentale e forte interesse per le culture non occidentali. Tutti elementi molto apprezzati nel mondo del lavoro, anche al di là delle competenze linguistiche in senso stretto.

Perché le aziende cercano competenze linguistiche

Parlare più lingue non è solo una questione di comunicazione: per le aziende, come anticipato, è un indicatore di apertura mentale, flessibilità e capacità di muoversi in contesti internazionali. Le competenze linguistiche nel lavoro sono sempre più richieste o ben valutate anche in settori trasversali, dove la conoscenza delle lingue facilita le relazioni e apre nuovi scenari commerciali.

Le aziende cercano candidati multilingue perché:

  • possono gestire rapporti diretti con clienti e fornitori esteri, senza intermediari;
  • sono in grado di partecipare a fiere, eventi e meeting internazionali in modo autonomo;
  • facilitano l’ingresso in nuovi mercati, soprattutto in aree meno anglofone;
  • possono coordinare team multiculturali, dove la lingua comune non è sempre l’inglese.

Secondo uno studio del British Council, le aziende che investono nella formazione linguistica dei dipendenti migliorano anche la produttività e la soddisfazione sul lavoro. Inoltre, chi conosce più lingue tende a sviluppare soft skills molto apprezzate, come la capacità di ascolto attivo, il problem solving o l’adattabilità a contesti nuovi.

In sintesi: parlare più lingue è un vantaggio concreto, non solo sul curriculum, ma nella vita professionale quotidiana.

Come imparare una lingua straniera: 5 consigli per studenti e studentesse

Imparare una nuova lingua richiede costanza, motivazione e soprattutto contatto reale con il parlato. Oltre al percorso scolastico, esistono strategie efficaci e accessibili per migliorare in modo naturale. Ecco cinque consigli utili per iniziare (o continuare) con il piede giusto.

1. Fare un’esperienza all’estero

Non c’è metodo più efficace dell’immersione linguistica. Vivere in un altro Paese permette di allenarsi ogni giorno, sia a scuola che nella vita quotidiana. Programmi come le vacanze studio o l’anno scolastico all’estero offrono la possibilità di imparare sul campo, con il supporto di insegnanti e famiglie ospitanti, e di acquisire un livello di autonomia linguistica che in aula sarebbe difficile raggiungere.

2. Usare la lingua ogni giorno

Guardare una serie in lingua originale, seguire un creator straniero su TikTok, leggere un libro in lingua originale: ogni piccolo gesto può diventare un esercizio. L’importante è creare occasioni quotidiane per entrare in contatto con la lingua, anche solo per pochi minuti.

3. Trovare una community linguistica

Cercare uno scambio linguistico con un coetaneo di un altro Paese, partecipare a forum, gruppi o corsi online, unirsi a club del libro o community tematiche: la lingua si impara anche attraverso la relazione. Esistono piattaforme sicure e gratuite per studenti che vogliono fare pratica con altri ragazzi nel mondo.

4. Studiare con metodo

Studiare vocaboli, grammatica e pronuncia è importante, ma senza stress. Meglio pianificare brevi sessioni distribuite nel tempo, alternando lettura, ascolto, scrittura e conversazione. App come Duolingo o Quizlet possono essere utili per iniziare ad imparare una lingua da soli, purché restino uno strumento e non l’unico mezzo.

5. Mantenere alta la motivazione

Imparare una lingua è un percorso lungo, ma ogni progresso, anche minimo, conta. È utile porsi piccoli obiettivi realistici (capire una scena di un film, tenere una breve conversazione, superare un test) e premiarsi quando si raggiungono. La motivazione è una delle chiavi per non mollare.

Certificazioni linguistiche da inserire nel CV

Oltre a saper parlare una lingua, dimostrarlo in modo ufficiale può fare la differenza, soprattutto quando ci si candida per un lavoro o un’esperienza internazionale. Le certificazioni linguistiche servono proprio a questo: attestano il livello raggiunto secondo uno standard riconosciuto a livello europeo e internazionale.

Ogni lingua ha i suoi enti certificatori. Tra i più noti ci sono:

  • Cambridge English per l’inglese;
  • DELF/DALF per il francese;
  • Goethe-Zertifikat per il tedesco;
  • DELE per lo spagnolo;
  • JLPT per il giapponese;
  • HSK per il cinese mandarino.

Le certificazioni si basano sul Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER), che definisce sei livelli di competenza, da A1 (base) a C2 (padronanza avanzata). Se stai frequentando le superiori, ottenere una certificazione linguistica è un ottimo modo per valorizzare il tuo curriculum, prepararti al mondo del lavoro e accedere a università o opportunità formative all’estero. E se vuoi conoscere i programmi di Trinity che possono essere utili sia per organizzare un viaggio all’estero, sia un percorso formativo internazionale, non esitare a contattarci







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